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UN VIAGGIO NELPRESENTE E NEL FUTURO DELLEPERIFERIE URBANE

FUTURO PERIFERIE

Un viaggio nel presente e nel futuro delle periferie urbane, la potenza della cultura che demolisce i muri del degrado rigenerando il capitale sociale per stabilire un nuovo legame tra cittadini. Approcci innovativi, politiche che scommettano convintamente sulla cultura come pilastro per costruire il rilancio delle città.

IL CONVEGNO

Se ne discuterà l’8 giugno al convegno “Futuro Periferie. La cultura rigenera”, organizzato dalla Direzione Generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane (DGAAP), struttura centrale del Ministero dei beni, delle attività culturali e del turismo (MiBACT) che si dedica alla contemporaneità. L’evento si terrà a Roma, nel complesso ex CERIMANT, in via Prenestina 931. Oltre a promuovere l’arte e l’architettura contemporanee, infatti, la DGAAP si occupa della riqualificazione delle periferie urbane.

I SEMINARI

Il convegno è preceduto da tre seminari, parte integrante di esplorazione di spazi trasformati, abilitati, esempi virtuosi di nuovi modelli di urbanità: un percorso a tappe preparatorio dell’evento programmato a giugno, organizzati in tre città, Catania, Parma e Novara, da sud a nord, per condividere e approfondire iniziative capaci di promuovere la rigenerazione delle parti più in difficoltà delle nostre città, con limitate risorse pubbliche. L’occasione inoltre per valutare l’attuale organizzazione dei rapporti tra gli attori coinvolti nella rigenerazione urbana, le dinamiche organizzative, i contributi portati allo sviluppo dei processi, dall’alto e dal basso, per individuare con esattezza “chi fa che cosa”e definire modelli operativi standard.

OBIETTIVI DEL CONVEGNO

L’obiettivo è stringere il focus sulle modalità innovative di produzione di beni e servizi che valorizzano la cultura come leva per attivare nuove forme di imprenditoria dal basso, connettendo le reti formatesi in diversi contesti. Analizzare le politiche in atto assumendo diversi punti di vista: le caratteristiche progettuali, i modelli economici, le dinamiche organizzative. Partire da domande fondamentali cercando risposte condivise: il valore della cultura nelle periferie, cosa insegnano le più importanti esperienze nazionali in merito? Come potenziare il ruolo dei progetti culturali rispetto alle strategie di rigenerazione delle periferie urbane? Temi strategici, pianificazioni necessarie, scelte complesse. Il miglior modo per trovare soluzioni passa attraverso il confronto delle esperienze, una sorta di mappatura delle tante azioni intraprese con successo in questi anni, e delle difficoltà incontrate. Una panoramica delle prospettive, cercando di interpretare il futuro all’insegna della collaborazione tra istituzioni e associazioni, i soggetti più importanti coinvolti nei progetti di rigenerazione urbana.

LE PERIFERIE OGGI

Troppo spesso i problemi, il degrado fisico e le contestuali criticità sociali, oltre che la scarsa e scadente dotazione di attività economiche e servizi, caratterizzano molte periferie italiane. Intercettare e sfruttare i flussi di risorse di varia natura, stabilire nuove relazioni tra questi luoghi e il resto della città, è prioritario, per tutti. Che fare dunque? Da dove partire per trasformare il contesto esistente? Le esperienze in Europa e in Italia confermano chiaramente come la componente culturale rivesta un ruolo sempre più rilevante delle politiche di sviluppo urbano. Perciò è di particolare interesse valutare con quali modalità si possano riutilizzare gli spazi in chiave progettuale e con quale mix funzionale. Mettere al centro delle azioni di valorizzazione il capitale sociale e territoriale, anche in chiave multiculturale. Stabilire processi di sviluppo economico locale e modalità di collaborazione tra gli attori e le strutture di governance. Temi all’ordine del giorno che grazie al convegno “Futuro Periferie”troveranno ampio spazio di approfondimento e discussione, tra esperti e amministratori che illustreranno le esperienze più interessanti da sviluppare nelle periferie italiane più in difficoltà.